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IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

IL MIO SCRIGNO DI POESIA ARTE MUSICA RIFLESSIONI BUONUMORE...

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AL MIO PICCOLO MONDO IN 14 MESI...
 
 
TONY KOSPAN
 
 

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Ogni uomo ricomincia la storia del mondo,
ogni uomo la chiude.
Achim von Arnim

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DEDICATO ALLA POESIA...
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Tony Kospan

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ANCHE PER PARLARE DEI TEMI DEL BLOG
November 21

FELICE NOTTE IN MINIPOESIA

IO VOGLIO PER TE...
Fran Tarel
Io voglio per te:
 un cuore d'oro,
 un domani rosa,
un cielo azzurro,
ed anche sguardi vermigli,
abbracci blu, luci rosse,
notti bianche;
tutto tra panorami verdi
e complicita' nera;
insomma,
un arcobaleno come te.
November 20

L'ALTARE DELLA NATURA. IL CERCHIO.

 

 

L'ALTARE DELLA NATURA - IL CERCHIO

Rituale indiano

 

clikka qui giù...Nota musica dei pellerossa

 

I nativi americani usano il cerchio di pietra per insegnare i cicli e i segreti della natura. Oltre alle quattro stagioni, la divisione del cerchio può indicare i quattro punti cardinali, Nord, Est, Sud, Ovest, e anche l'acqua, l'aria, il fuoco, la terra e, al centro, lo spirito.

 

Ciascuno, in un angolo della sua casa, può creare con dei sassolini un piccolo cerchio di pietra e orientarlo verso il nord. Per completare il proprio altare della natura in ogni stagione si possono deporre accanto al cerchio degli oggetti naturali tipici di ciascun periodo come foglie, semi, fiori, frutti selvatici, erbe, e quant'altro si ritiene rappresentativo del luogo dove si vive.

 

Ecco alcune spiegazioni del loro amore e,della loro fede per il cerchio...

 

 

Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo. Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle. Il vento, quando è più potente, gira in turbini. Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra. Il sole sorge e tramonta sempre in circolo.

 

 

 La luna fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi.

 Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima.

 

 

La vita dell'uomo è un circolo, dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.

 

 

Tony Kospan

 

dal web - impaginaz. T.K.

FUNICULI' FUNICULA'... - ATMOSFERE E NOTE... D'UN TEMPO...

 
 
 
 
 
 
 
Sep27Sep27
 
 
 
FUNICULI' FUNICULA'...
 
 

 
 
 
ATMOSFERE E NOTE... D'UN TEMPO...
 
a cura di Tony Kospan 
 
 
 
 

 

 

La canzone fu scritta nel 1880 in occasione dell'inaugurazione della prima funcolare di Napoli ed ebbe una gestazione velocissima di poche ore... nascendo quindi quasi d'impeto dalle corde del giornalista Peppino turco e dal musicista Luigi Denza...

 

 

Essa doveva avere la funzione di pubblicizzare la Funicolare e di invogliare i cittadini ad utilizzarla... ma riscosse un successo immediato per la musica quasi galoppante ed allegra... e per il simpatico testo...

 

 

Fu la canzone più cantata nella Piedigrotta (antica festa popolare che si teneva nel mese di settembre) di quell'anno ed il suo successo... travolgente come le sue note... travalicò monti ed oceani per diventare una delle canzoni più famose di tutti i tempi...

 

 

Essa infatti è stata cantata dai più grandi cantanti....
di ogni epoca

 

 

Ascolteremo ora una versione cantata da Pavarotti 
 potendo leggere anche  sia il testo originale  che quello tradotto in italiano
 
 

 

ed una versione come dire più classica e... "verace"

Immagine non Disponibile

 
 
Barre-papillons
 
 
Orso Tony

FELICE VENERDI' IN POESIA E MUSICA

 
 
   
 
ASCOLTAMI
~ Franco Pastore ~
 
Ti prego,
non soccombere,
teniamoci per mano!
Aiutami a sconfiggere
chi viene da lontano.
Non sono più la quercia,
che sfida forte il vento:
mi sento poca cosa,
guardando il firmamento.
Ti vedo un po’ più piccola,
sei grande nel mio cuore,
ma quasi non m’ascolti,
parlandoti d’amore.
No,
per favor, non piangere,
guardiamo insieme il mare,
quando sarai guarita,
riprenderai
 a sognare.
 
 
 

  

 
da Orso Tony
 
 http://img166.imageshack.us/img166/3953/winnie3do.jpg
 

BUONANOTTE IN MINIPOESIA

 
 
Siamo due poeti infreddoliti
raffreddati
restiamo così sotto le coperte
fino a domani
leggermente malati
Vivian Lamarque
 
 
CIAOINPOESIA.jpg CIAO IN POESIA DA TONY KOSPAN picture by orsotony21
November 19

IL PAESE DEI CAMPANELLI

 

 
IL PAESE DEI CAMPANELLI
 
 
Sep27
 
 
Stavolta nell'ambito delle musiche di un tempo
ci soffermiamo su un'operetta...
 
 
 
 
L'operetta, come sapete,
è uno spettacolo d’argomento giocoso o sentimentale
ed in particolare la si può definire
una commedia in parte recitata e in parte cantata che,
per l'importanza delle parti musicali,
viene in genere considerata come una filiazione del teatro musicale e,
in particolare, dell'opera comique francese.
 
 
 
 
La sua massima popolarità si ebbe durante la Belle Epoque.
 
Il Paese dei Campanelli  fu scritta da Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.
Composta nel 1923  andò in scena il 23 novembre di quello stesso anno al Teatro Lirico di Milano.
 
Ma veniamo al testo prima di vedere il video con alcune scene...
 
 
 
 
IL TESTO
 
In una immaginaria isoletta olandese esiste il Paese dei Campanelli dove sopra ad ogni casa c’è un piccolo campanile che custodisce un campanello.
Secondo la leggenda, questi campanelli suonano ogni volta che una donna tradisce il marito : ma ciò non è mai accaduto, perché nel paese regna da tempo la tranquillità.
A seminare il disordine arriva una nave di militari, costretta all’attracco da un’avaria. I marinai scendono a terra e subito cominciano a corteggiare le graziose donne del paese e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile: il comandante Hans fa suonare i campanelli con Nela, moglie di Basilio, il marinaio Tom con la bella Bombon, consorte di Tarquinio ed il buffo La Gaffe, per un imperdonabile errore, con Pomerania, la donna più brutta del paese, sposa del borgomastro Attanasio.
 
 


Ma La Gaffe, il cui nome dice tutto sulle sue caratteristiche, continua a fare “gaffes”: la prima è quella di rivelare a Nela che Hans è già sposato; la seconda, e decisiva, è di far arrivare in paese, per un malaccorto scambio di telegrammi, tutte le mogli dei marinai, a cominciare da Ethel, la signora del comandante. E la storia si ripete, ma questa volta a far suonare i campanelli sono le mogli dei cadetti con i pescatori Attanasio, Basilio e Tarquinio. Dopo questa specie di pareggio, i marinai ripartono con le loro mogli e Bombon, una donna con un “passato”, non se la prende tanto. Sa bene, infatti, che non bisogna cedere all’amore dei marinai... magari le resterà solo il ricordo di una vorticosa “giava” ballata con La Gaffe mentre a Pomerania resterà il ricordo di essere “piaciuta”. La più disperata è Nela ma ben presto dimenticherà Hans e tornerà ad amare il suo noioso, ma buono, marito. Tutto come prima, dunque, ma c’è da giurare che i campanelli non suoneranno più?
 
 


 
IL VIDEO
 
Ci può dar solo un'idea ed anche molto parziale... dell'operetta
ma certamente ci fa fa vivere la sua atmosfera
colorata e spensierata...
 

 

Barre-papillons

 

LORENZO LOTTO - IL FASCINO DI UNO STILE UNICO NEL SUO TEMPO

 
LORENZO LOTTO
IL GENIO INQUIETO
a cura di Tony Kospan
 
Uno dei pittori più affascinanti e complessi del Rinascimento italiano
e dallo stile orgogliosamente unico.
     
Per la sua estrema sensibilità e inquietudine caratteriale,
nonché per la vita errabonda, è stato anche definito "romantico".
 
Autoritratto di Lorenzo Lotto (1540)

 
BREVE BIOGRAFIA
 
Lorenzo Lotto nacque intorno al 1480 a Venezia, da una famiglia legata al ceto mercantile.
Nel periodo che va dal 1498 al 1503, Lotto ebbe probabilmente modo di meditare sulla pittura di Giovanni Bellini, Alvise Vivarini e Antonello da Messina, i più autorevoli artisti attivi a Venezia.
Esordì in provincia nelle Marche e a Treviso, dove la sua presenza è ampiamente documentata tra il 1503 e il 1506.
In questi anni è ipotizzato un contatto con Dürer che si trovava a Venezia nel 1505.
Del 1503 è la bellissima "Madonna con il Bambino, San Pietro Martire e un donatore", attualmente al Museo di Capodimonte a Napoli.
La sua presenza in provincia è documentata da due splendide pale, una nella chiesa parrocchiale di Santa Cristina a Treviso, l'altra nel battistero di Asolo.
Dopo un soggiorno a Roma nel 1509 dove dovette lavorare per papa Giulio II collaborando alla decorazione degli appartamenti vaticani, dal 1513 Lotto si trasferì a Bergamo, chiamato da Alessandro Martinego Colleoni per il quale eseguì la pala nella chiesa di San Bartolomeo.
Qui Lotto iniziò una brillante attività, dominando la scena artistica fino a tutto il 1525, ricevendo numerose commissioni da chiese e privati, e cimentandosi per la prima volta nell'affresco.
 
I luoghi in cui ha operato

In quel momento Lotto elaborò un linguaggio del tutto personale, indirizzandosi verso un naturalismo narrativo individuabile in opere come: la "Madonna e Santi" nella chiesa di Santo Spirito, le "Nozze Mistiche di Santa Caterina" all'Accademia Carrara e le "Storie di Santa Barbara" nella cappella Suardi a Trescore.
 

Rientrato a Venezia nel 1525 cercò di affermarsi anche in patria, senza però riuscirci a causa della presenza di Tiziano che dominava il panorama artistico locale.
Nel 1533 trasferì la sua attività da Venezia nell'area di Recanati e Jesi. Qui dipinge la cappella de li Signori del Palazzo dei Priori.
Nel 1539 firma e data la Pala del Rosario per la chiesa di S. Domenico a Cingoli.
Nel 1550 organizza ad Ancona una lotteria di 16 dei suoi quadri e dei trenta cartoni colorati delle tarsie di Bergamo.
Nel 1552 a Loreto viene nominato pittore della Santa Casa.
Nel 1554 entrò nella Santa Casa come oblato e dove si spense probabilmente intorno al 1556 all'età di 77 anni (dal web).

 
 
L'annunciazione - 1527
 
 
LORENZO LOTTO VISTO DA ARGAN
 
Quale migliore inizio di analisi dell'opera di questo autore se non questa del grande critico d'arte Giulio Carlo Argan?

 
Venere e Cupido
 
« una persona che si incontra e con cui si parla e ci si intende. All'opposto di quelli di Tiziano, i ritratti del Lotto sono i primi ritratti psicologici: e non sono, naturalmente, ritratti di imperatori e di papi, ma di gente della piccola nobiltà o della buona borghesia, o di artisti, letterati, ecclesiastici. La grande scoperta, che fa la modernità del Lotto, è appunto quella del ritratto come dialogo, scambio di confidenza e di simpatia, tra un sé e un altro: per questo i ritratti lotteschi sono testimonianze autentiche e attendibili, anche se la descrizione fisionomica non è più minuziosa e precisa che nei ritratti di Tiziano. Non lo è perché all'artista non interessa fissare il personaggio come obbiettivamente è, ma come è nel momento e nell'atto in cui si qualifica, si rivolge a un altro, si prepara a uno schietto rapporto umano. Non dice: ammirami, io sono il re, il papa, il doge, sono al centro del mondo; ma dice: così sono fatto dentro, questi sono i motivi della mia malinconia o della mia fede, o della mia simpatia verso gli altri.Nel ritratto-dialogo, l'attitudine del pittore è quella di un confessore, dell'interlocutore che pone le domande, interpreta le risposte [...] e la bellezza che fa irradiare, come una luce interna, dalle sue figure, non è un bello naturale né, a rigore, un bello spirituale o morale, ma semplicemente un bello interiore tradito, più che rivelato, da uno sguardo, da un sorriso, dalla pallida trasparenza del volto o dallo stanco posare d'una mano. »
 
 
Giovane con libro
 
 
LORENZO LOTTO LA SUA FIGURA E LA SUA ARTE
 
Lorenzo Lotto vive nel periodo Rinascimentale, età in cui si assiste ad un grandissimo rinnovamento artistico e culturale e che ha nell'Italia la sede del suo massimo sviluppo e fulgore.
Una delle principali carattersitiche del Lotto però è l'assoluta insofferenza delle regole delle 2 grandi correnti pittoriche della sua epoca (la fiorentina-romana e quella veneziana) che nascono all'ombra dei capolavori di Tiziano, Raffaello e Michelangelo e la ricerca di affermazione di una propria indipendenza artisitica.
 
Marito e moglie
 
Questa sua irrequietezza certamente danneggiò la sua vita artistica se pensiamo che pur essendo il primo pittore veneto (dal 1509 al 1511 circa) a lavorare nei Palazzi Vaticani ne fu estromesso proprio per questo e per non aver accettato i formalismi degli ambienti papalini.
La sua personalità presentava aspetti assimilabili ad una sensibilità romantica ante litteram nonché al cliché dell'artista "genio incompreso", ribelle, turbolento, introverso.
 
L'architetto - 1535
 
Tuttavia la sua pittura segue linee chiare, coerenti, libere, meditate, sposate con religiosità e spiritualità sincere insieme ad una sensibilità quasi moderna.
Egli è sé stesso nella vita e nell'arte.
 
Marsilio Cassotti e la moglie Faustina - 1523
 
Certo è  che, sempre per questa sua assoluta diversità per secoli è stato considerato un "pittore provincale" (il Vasari non usò altre espressioni se non che era pittore devoto e pio) e solo molto recentemente è stato "riscoperto" grazie ad una spettacolare mostra alla National Gallery di Washington nel 1998. 
 
Informazioni ed immagini dal web coordinate, rielaborate ed impaginate da Tony Kospan
 
Continua con l'analisi approfondita di un dipinto emblematico del modo di sentire e dipingere da parte del Lotto ed anche con il racconto dell'input datomi da un amico virtuale che per amore del Lotto ha scelto il nik Lorenzo... e... non solo...
 
TONY KOSPAN
 

AMPIO TEST PROFESSIONALE

 

 
 
Questo test è sul serio interessante e soprattutto professionale
nonostante sia facilissimo da fare
e ci dia una risposta immediata ...
 
 

 
L'unica raccomandazione è quella di ponderare bene le risposte ...
leggendo attentamente tra le  2 possibili ...
 
 
Pertanto... vi consiglio di farlo.... per la sua qualità e completezza.
 
 
 

Test Psicologico

 
Il test segue la psicanalisi Junghianae ci dà un'ampia descrizione
della nostra personalità e precisamente...
 
 
 
 
 
 
1 - orientamento
introversione o estroversione e
2 - le 4 funzioni psichiche
il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione
 
 
Eccolo quindi...  penso che ne riconoscere l'utilità
e che non ve ne pentirete!
 
 
 
 
 
CIAO A TUTTI E SE CI VA... RACCONTIAMO...
COSA CI HA DETTO...
 
ORSO TONY....
 

GLI ESPERTI DEL... VINO... BY LITTIZZETTO...

 

 

GLI ESPERTI DEL... VINO...

by Luciana Littizzetto...
 
 
 
 
 

 

Io un saltino lì l’avrei fatto. Giusto così. Per bermi un bicchiere di vino e godermi lo spettacolo. Pieno di pubblico e intenditori così. Tutti a Verona Vinitaly, tutti a dire la loro. Già, perché i veri intenditori sono pochi. La maggior parte son gadani che si credono esperti e poi non sanno distinguere una coca da un chinotto. Però fanno i fighi. Stan lì a sventolare i polsi, a girare il bicchiere come se dovessero far sciogliere l’aspirina. Gente che fino ad un giorno prima non distingueva il grignolino dal cherosene, di colpo parla di annate: «Eh ma quella del 2002 non ha niente a che fare con quella del 1998…»

Ma taci… Ma che ne sai… io non mi ricordo neanche se nel ‘98 ero già fidanzata! Ma non hai una mazza, da ricordarti di più sensato? Sono quelli che per bere un goccio di vino ti fan due sfere dei ching così… E poi annusano. Mettono il canapione dentro e tiran su di narice. Cosa fai? L’areosol? Cosa vuoi che ci sia lì dentro? Pipì? Son quelli che se ti sbagli a chiedergli: Com’è sto vino? Loro cominciano: «Dunque… questo Brachetto ha buona personalità e voglia di dimostrare le proprie qualità». Un bicchiere di Brachetto? Ma si dice una roba così di un vino? Ma al limite del produttore! E quando il vino non è granché allora cosa devi dire? ’Sto Barbera non si applica, ’sto Grignolino non si impegna, ’sto Zibibbo è distratto e macchia le tovaglie? «Naso complesso con bouquet di frutti neri e fiori appassiti». E che gusto sanno i fiori appassiti? Scusa tesoro amore. Ma secondo te io nella vita passo il tempo ad assaggiare le rose spuflite e poi a chiedermi che gusto sanno? «Un vino sapido con un finale lunghissimo». Che finale può esserci dopo un bicchiere di vino? Un rutto? Stiamo parlando di un vino… Semplifica ciciu…

Dì che se lo bevi è buono… Dì che non ti fa venire il mal di testa, che ti resta un buon sapore in bocca e che però devi stare attento al fondo perché viene giù quella segaturina schifida che te lo rovina. Con quelle manine bianche e curatine che si vede che non fai una mazza dalla mattina alla sera… Sempre lì tirarti il vino sulla medaglia… a tirar giù golate e a fare sciac sciac sciac con la bocca come paperino… Sai cosa mi fai venire voglia di fare, tu? Te lo dico. Di bere. Ma sai cosa? Un bicchiere di coca. Una media di coca fredda. Con delle bolle grosse come palloni. E quando annusano il tappo? Io divento matta. Te lo dico io che odore ha il tappo, amore. Odore di vino. Pensa un po’. Il tappo sa di vino. Credimi.

Son sicura. Son poche cose sicure al mondo. Che la macchina di uno che ha il cane sa di selvatico, che i calzini puliti dopo una giornata di Clark san di gorgonzola, e che il tappo di una bottiglia di vino sa di vino, credimi sulla parola.. E poi io mi dico: coi vini non sarà come coi profumi? Che magari io sento un gusto e tu ne senti un altro? Come con le ascelle. Ognuno ha le sue. E una diversa dell’altra. Se su di te il Pico Srabam sta da dio, su di me magari sa odore di margarina rancida. Se su di me il Fanfaluc sa di bouquet, su di te prende il retrogusto di sgombro sott’olio

 

 

Da La Stampa del 6/4/2007 - Impaginazione t.k.

 

Ciao da Tony Kospan

FELICE GIOVEDI' IN POESIA E MUSICA

 

            

       

  

buissonniere125189416154_gros.gif (upload by Uplofile)

 

CUORE NUOVO
Federico Garcia Lorca
 

Il mio cuore come una serpe
si è spogliato della sua pelle
e la tengo fra le mie dita
piena di ferite e di miele.

I pensieri annidati
nelle tue rughe, dove sono?
Dove le rose che profumavano
di Gesucristo e di Satana?

Povero involucro che opprimevi
la mia stella fantastica!
Grigia pergamena indolenzita
di ciò che volli e ora non amo più.

Vedo in te embrioni di scienze,
mummie di versi e scheletri
di antiche mie innocenze
e di miei romantici segreti.

Ti appenderò ai muri
del mio museo sentimentale,
vicino ai gelidi e oscuri
gigli dormienti del muio male?

O ti metterò sopra I pini
-libro dolente del mio amore-
perché tu conosca I trilli
dell'usignolo all'alba?
 

 

 

da Orso Tony

 

 

GOOD NIGHT IN MINIPOESIA

 

 


ALICANTE
Jacques Prevert
Un' arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.


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November 18

IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA SUL MALE

 

 

 

IL SILENZIO DELLA FILOSOFIA

SUL MALE

 

Parte dell' intervento di Sergio Givone ad UmbriaLibri 
sul  Tema 
 "In fondo al male"
 
 
 

 

Un articolo interessante... un piccolo excursus sul
   concetto di male...  attraverso i secoli
che porto all'attenzione di chi... come me...  ama anche questi temi...
e che propongo alla vostra lettura...
 
 
 

 

NotaNEWAGE Nota

 

La filosofia tace sul male

 

Diceva David Foster Wallace, lo scrittore americano da poco scomparso: anche l' aragosta "sa" il male, quanto meno lo sente. Basta prestare orecchio al rumore sordo delle chele che sbattono contro i bordi della pentola in cui è stata gettata viva. E non si dica che il suo è un sentire elementare, rozzo.
Se l' aragosta non ha le parole per dire la sofferenza che prova e il tormento che le viene inflitto, forse noi le abbiamo? Si pensi alla filosofia.
Di fronte al male è stata reticente, ha balbettato.
Vero è che tutte le tradizioni da cui proveniamo traboccano di riferimenti al più inquietante dei molti misteri che ci circondano.
Non c' è male che sia stato risparmiato a Giobbe. «Appena temo un male, questo mi colpisce». Inutile chiedere perché, avverte Qohélet.
Tutto è inutile. Tutto è vano.
E questo forse è anche peggio del male. «Sarebbe opportuno che noi ci radunassimo a piangere la casa nella quale qualcuno sia venuto alla luce, pensando ai molti mali della vita umana, ma a chi con la morte ha posto fine a gravi sofferenze, gli amici con lode e con gioia dovrebbero dare sepoltura», aveva scritto Euripide, rievocando l' antica sentenza del Sileno (...) per cui la cosa migliore sarebbe non nascere, e in subordine morire al più presto.
Ma siamo sicuri che in quei testi si stia parlando del male e non di qualche cos' altro?
Qualcosa che ha bensì a che fare col male, ma che nulla dice circa la sua natura?
Certamente le sciagure che senza tregua colpiscono gli uomini, con il loro corteo di sofferenze afflizioni pene e tormenti vari, per non parlare della morte e del nulla, sono dei mali.
Ma non lo sono necessariamente.
Tant' è che hanno potuto presentarsi talvolta come forme di liberazione o di sollievo.
Il male sfugge alla presa. E si rifugia in una dimensione dov' è difficilissimo stanarlo.
E' la dimensione in cui il male appare strettamente legato alla colpa.
Anzi, non appare se non come colpa.
Ossia come qualcosa di cui l' individuo deve rispondere.
Non importa a chi: se a Dio, alla propria coscienza, agli altri uomini.
Né importa se ciò di cui deve rispondere è un che di fatale, addirittura un destino.
C' è autentico male dove c' è assunzione (o rifiuto) di responsabilità per una colpa.
Ma quale colpa?
A questo proposito i greci hanno parlato di amartia.
I cristiani invece di peccato.
Si coglie qui la differenza nel modo in cui gli antichi e i moderni hanno concepito il male.
Per gli antichi la colpa appartiene all' ordine delle cose.
E' una specie di marchio, è il retaggio della nostra finitezza, come sostenne Anassimandro. Siamo mortali; lo siamo poiché ci siamo separati dall' uno-tutto e siamo precipitati nel mondo della vita e del divenire.
Questa separazione è la nostra colpa. Da espiare con la morte.
Come se ci dicessero: sei venuto al mondo, hai goduto della luce del sole, e allora paga.
Anche per il cristianesimo la colpa è tutt' uno con la nascita.
L' uomo nasce portatore di un peccato d' origine.
Però questo peccato non appartiene all' ordine delle cose, come nel mondo classico, ma a quel principio spirituale che è l' anima.
Donde la questione come possa essere imputabile all' anima un peccato non commesso.
Il cristianesimo introduce allora l' idea della solidarietà nella colpa.
Ricevendo la vita, ciascuno è tenuto a farsi carico di tutto ciò che la vita comporta, non solo nel bene ma anche nel male.
Un po' come quando si riceve un' eredità. Se la si accetta, i debiti connessi devono essere onorati.
C' è dunque differenza, ma anche profonda affinità fra la nozione di colpa tragica e quella di peccato originale. (...)
Ma che cosa accade nel momento in cui, come oggi, la colpa perde credibilità filosofica?
Chiaro che se la colpa è sempre e soltanto della società, o non è che senso di colpa, di cui è bene disfarsi per igiene mentale, allora tanto vale rinunciare ad essa.
Salvo che, tolta la colpa, è tolto anche il male.
Non è certo un caso se la filosofia contemporanea, tranne pochissime eccezioni,
sul male ha taciuto. -
 

 SERGIO GIVONE

 

  Repubblica — 07 novembre 2008    sezione: CULTURA

IMPAGINAZIONE T.K.

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 


 

MINI NOVEMBRINE MA CARINE

 

 
 
MINI E NOVEMBRINE...
STANCHI ANNOIATI...?
TIRIAMOCI SU CON UN SORRISO
 
 
 
 
"Due barboni inglesi  che vivono sotto un ponte.
Uno dice all'altro: sei sordo? non mi senti quando ti chiamo?
L'altro gli risponde: scusami ma ero sotto la doccia...."

 
sms divertenti

 
 Rubate 100.000 lampadine... la polizia brancola nel buio
 
sms divertenti
 
" Un uomo molto importante ha fatto la pipì¬ ha letto e dice di aver sudato.
Cosa più strana anche i suoi amici dicono che ha sudato ".!!!
 
sms divertenti
 
Uccide la moglie a cornate.
Ancora ignoti i motivi del folle gesto 
  
 
sms divertenti
 
Il capo entra in ufficio:
- Vi ho già detto che quando si lavora non si fuma!!! -
 -E chi sta lavorando....  -
 
 
 
 
 
- Dottore, dottore quando parlo nessuno mi ascolta -
e il dottore:
- avanti un altro  -
 
 
sms divertenti
 
 
Totti in cartolibreria.
"Bongiorno dovrei regalà 'na penna"
Il commesso: "A sfera?"
Totti: "No, a mi' padre!"
 
 
sms divertenti
 
 
DONNE
- Quante donne hai avuto?
- Mah... una trentina...
- Così tante?!?
- No... 1... era di Trento! 
 
 
 
 
 
 CIAOOOOOOOOOOOOO 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 

DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO - ARTE MUSICA E... POESIA

 
 
DELACROIX BEETHOVEN E FOSCOLO
MUSICA CLASSICA ARTE
E.. POESIA...
 

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Stavolta dunque il libero legame tra diverse forme d'arte di cui tratterò è a... tre...
 
 
 
 Nota

Eugène Delacroix - La liberté guidant le peuple
 
 
NOTTURNO
Ugo Foscolo 


Quando la terra è d'ombre ricoverta,
E soffia '1 vento, e in su le arene estreme
L'onda va e vien che mormorando geme,
E appar la luna tra le nubi incerta;

Torno dove la spiaggia è più deserta
Solingo a ragionar con la mia speme,
E del mio cor che sanguinando geme
Ad or ad or palpo la piaga aperta.

Lasso! me stesso in me più non discerno,
E languono i miei dì come viola
Nascente ch'abbia tempestata il verno;

Chè va lungi da me colei che sola
Far potea sul mio labbro il riso eterno:
Luce degli occhi miei, chi mi t'invola?

 

     

Delacroix... Beethoven e Foscolo 

 

 GREENEMERALDTWINKLEBARDOWN.gif GREEN EMERALD TWINKLE BAR DOWN image by aneelahafeez

Ma cos'hanno in comune ?

 

 

IL ROMANTICISMO...

Eccone alcune definizioni ed aspetti...

in sintesi

 

 

I tratti comuni dei diversi movimenti romantici sono stati comunque molti: l'ideale della libertà creativa e della spontaneità; la concezione di una letteratura e di una poesia come espressione del sentimento; una polemica vivace contro i generi, le regole; una esaltazione della fantasia; uno spiccato interesse per il mito e i simboli; l'esplorazione del sogno e di altre manifestazioni dell'inconscio; la tendenza ad abolire le distinzioni tra poesia e prosa.

Il vocabolo "Romanticismo" deriva dal francese "roman" designante un racconto di avventure, in prosa o in versi. Nella seconda metà del '700, in Inghilterra, l'aggettivo "romantic" ebbe una connotazione negativa e fu adoperato per indicare cose fantastiche ed irreali evocanti motivi ed ambienti medievali.

Rousseau usò l'aggettivo "romantique" privato di ogni intendimento negativo, per indicare uno stato d'abbandono sognante dell'anima.

Anche in Germania il termine "romantisch", indicante il romanzesco ed il patetico della letteratura medioevale, perse, gradatamente, l'accezione negativa, senza però acquisire un preciso significato semantico. Solo nel 1798 Schlegel, nella rivista Athenaeum, definì lo "stato d'animo romantico" e la poesia che ne era emanazione: essa doveva combinare poesia e prosa, critica e genialità, arte e spontaneità, doveva essere sociale, viva, pregna delle istanze contemporanee e l'arbitrio del poeta non doveva subire costrizioni. (dal web)

 

 
 

 

Ciao da Orso Tony


FELICE MERCOLEDI' IN POESIA E MUSICA...

 

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NOTTE DI DANZE
Bigpaul
 
Notte di danze,
notte di canti,
notte di ombre
che arrivan festanti.
Notte cattiva,
notte invadente,
notte che arriva
ma che nessuno sente.
Una luce lontana
tu vedi piangendo,
quella luce è salvezza
nel tuo incubo orrendo.
Invano poi tendi
le mani a qualcuno,
invochi anche aiuto
ma non vedi nessuno.
Di botto poi gridi,
ti svegli,
hai paura.
Sei tutto sudato
è grande l'arsura.
Pian piano poi torni
al tuo sonno agitato
ma il delirio ti aspetta,
il delirio è tornato!
 
 
 

 

 

 

à tout le monde par l'Ours

 
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